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Positiva al Citomegalovirus

Pochi giorni dopo aver scoperto di essere in attesa del nostro secondo figlio, è arrivata anche la notizia di doverci trasferire da Roma a Torino per lavoro.

Ho fatto a tempo a fare la prima visita ginecologica e le prime analisi, ma il Citomegalovirus non era fra queste, "semplicemente" non mi era stato prescritto.

Tempo un mese ed eravamo su, poi pochi giorni per richiedere l'assistenza sanitaria e trovare un consultorio a cui rivolgermi per essere sequita in gravidanza. Prima visita, hanno aperto la mia cartella, mi hanno prescritto le analisi del primo trimestre, tra queste anche il prelievo di sangue per tutto il complesso TORCH, quel gruppo di malattie infettive che se contratte in gravidanza possono portare a difetti congeniti nel nascituro (questa volta compreso il Citomegalovirus). Da lì, in tempi rapidi mi sono recata in ospedale per eseguire tutte le analisi ma sono passate circa altre due settimane per avere i risultati.

E cosi, mi sono trovata fuori dall'edificio dove ho ritirato i referti, con la busta in mano, ormai alla 17esima settimana di gestazione. Ho aperto subito la busta perché quelle analisi so quanto siano importanti, e mi è preso un colpo: positiva al Citomegalovirus (CMV). Da lì sono entrata in un tunnel vorticoso.

Dovrei dilungarmi se volessi raccontare a fondo tutta la vicenda, perciò inizierò a fare divulgazione e informare limitandomi alle informazioni più importanti riguardo al CMV che possono aiutare a sensibilizzare riguardo a questa infezione in gravidanza e fornire strumenti per proteggersi. Poi continuerò anche a raccontare la mia storia.



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